Perché avete scelto Trappitello, e non il centro di Taormina, per presentare il movimento?
È una scelta che racconta la nostra idea di città. Taormina non è fatta soltanto del suo centro storico, ma anche delle sue frazioni, dei suoi quartieri, delle famiglie, delle attività che vivono e lavorano in tutto il territorio comunale. Iniziare da qui significa affermare con i fatti che ogni parte della città ha la stessa dignità e merita la stessa attenzione.
Partiamo subito dal nome: “Taormina in COMUNE”. Cosa rappresenta esattamente?
Il nome non è casuale. “Taormina” perché siamo figli di questo luogo, conosciamo i vicoli e le frazioni, sappiamo cosa significa vivere qui ogni giorno.
“In COMUNE” ha due significati: il primo è istituzionale, vogliamo entrare nel Comune per cambiare le cose da dentro. Il secondo, forse più importante, è il senso di insieme. Crediamo che il destino di Villagonia sia legato a quello di Mazzeo, che il futuro del centro storico non possa prescindere da quello di Trappitello. Siamo una comunità unica.
Politicamente parlando, come intendete muovervi? Avete già un candidato sindaco in mente?
Abbiamo scelto un metodo totalmente opposto rispetto alle tradizionali dinamiche della politica locale. Per noi il percorso è chiaro: prima vengono i valori, poi le idee, poi il programma, poi la squadra e, solo alla fine, il candidato sindaco. Crediamo che una candidatura abbia senso solo se nasce da una visione condivisa. Non cerchiamo “professionisti della politica” a cui delegare tutto, ma vogliamo un’opposizione dal basso, civica e diffusa, che nasca dalle piazze e dal confronto quotidiano.
Avete parlato di un metodo molto preciso: prima i valori, poi il programma, poi la squadra e infine il candidato. È una scelta controcorrente…
È una scelta di coerenza. Troppo spesso la politica locale è una corsa alla poltrona, con programmi fatti su misura per un candidato. Noi crediamo il contrario: una candidatura ha senso solo se nasce da una visione condivisa. Per questo abbiamo sottoscritto un patto fondativo basato su valori come la democrazia interna, l’onestà amministrativa e la giustizia sociale. Il candidato sarà l’ultimo tassello, il portavoce di un progetto costruito dalla comunità.
Caltabiano, quali sono i pilastri del vostro Patto fondativo?
Dieci punti: Democrazia interna e decisioni collettive. Onestà amministrativa con tolleranza zero verso corruzione e conflitto d’interesse. Attenzione paritaria a tutte le frazioni .Difesa dell’identità della comunità con un turismo sostenibile tutto l’anno. Contrasto alla fuga dei giovani, vittime del costo della vita e degli affitti brevi. Giustizia sociale ed equità fiscale. Transizione ecologica. Centralità di scuola e cultura. Difesa della sanità pubblica e dell’ospedale San Vincenzo. Infine partecipazione popolare reale, con bilancio partecipativo, referendum consultivi e assemblee cittadine.
Un messaggio per chi non era presente quella sera a Trappitello?
Siamo persone diverse, con storie diverse, ma ci unisce una convinzione: che la politica locale, quando è fatta bene, cambia davvero la vita delle persone. Da oggi Taormina ha un movimento che vuole parlare con i cittadini, nato non contro qualcuno, ma per qualcosa: per una Taormina più libera, più trasparente, più efficiente e più giusta.
Uniti dalle idee e guidati dall’impegno: il futuro di Taormina è una scommessa che vinciamo solo insieme.
Quali i prossimi impegni del nuovo movimento Taormina in COMUNE?
Il movimento avvierà nelle prossime settimane una fase di ascolto e confronto con associazioni, categorie economiche, professionisti, organizzazioni sociali, giovani e cittadini interessati a contribuire alla costruzione del progetto partendo dal nostro patto fondativo. Intanto abbiamo aperto le iscrizioni al movimento anche dal nostro sito TaorminainCOMUNE.it